Category Archive : Dicono di Noi

Europagiovani, 16/12/2011

Intervista a David Tozzo, presidente di Acorn Italy
16-12-2011 – Affitti in nero, passare alla legalità non è mai stato così facile

Sono ancora troppo pochi i giovani che conoscono la portata rivoluzionaria dell’articolo 3, commi 8 e 9 del decreto legislativo 23/2011 sulla Cedolare Secca. La nuova norma consente agli inquilini di registrare unilateralmente il contratto di affitto, ottenendo un canone di locazione, certo e legale, pari al triplo della rendita catastale, diviso 12 mesi per 4+4 anni. In altri termini chi oggi corrisponde un canone dell’ordine delle migliaia di euro per un appartamento, arriverà a pagare una cifra dell’ordine delle centinaia di euro. David Tozzo, presidente di Acorn Italy, spiega la grande opportunità offerta dalla nuova disposizione normativa, al centro della prima campagna nazionale di cui si è occupata la neonata associazione: “Affitti in nero, padroni in bianco”. Acorn Italy offre infatti consulenza e supporto a chiunque voglia usufruire dei vantaggi della nuova norma.

 

Come mai Acorn Italy ha scelto “Affitti in nero, padroni in bianco” come prima campagna nazionale?

Abbiamo scelto proprio questa campagna perché offre la possibilità di cambiare la vita delle persone attraverso un diritto e l’opportunità di migliorare il Paese attraverso la legalità.

 

Chi può usufruire delle nuove disposizioni normative?

Chiunque abiti a qualsiasi titolo una casa senza avere un regolare contratto, o senza che il contratto fornito dal padrone di casa sia da questi mai stato registrato. Chiunque sia in nero, insomma.

 

Quali sono i vantaggi e quali le difficoltà nell’iter burocratico?

Da un lato sì finisce, in 48-72 ore, ad ottenere un contratto regolare agendo unilateralmente, senza passare da avvocati o dal padrone di casa stesso, dunque si ottiene un affitto finalmente più giusto, più umano, pagando anche solo un decimo di quel che si pagava fino a quel momento in nero; dall’altro lato la battaglia e la vittoria sono quelle della legalità, in quanto registrando il contratto si fa emergere il sommerso. Il vantaggio immediato è il contratto finalmente esistente, legale, reale, oltre naturalmente al costo che crolla; il vantaggio a lungo termine è il lungo termine stesso del contratto nuovo! Otto anni, in cui l’inquilino può stare tranquillo, protetto dallo Stato e da Acorn e può finalmente costruirsi una vita più degna, non avendo tutte le sue entrate risucchiate da un buco nero di un affitto dello stesso colore.

 

Qual’è la tipologia delle persone che si rivolgono a voi? Prevalgono famiglie, studenti o altre categorie?

Il fenomeno in un tessuto sociale come quello romano, dove abbiamo la nostra sede, vede forse negli studenti un target privilegiato, ma siamo felici di constatare che le persone che si rivolgono a noi sono delle più disparate frange della società, delle più diverse età.

 

Come sta andando la campagna?

A partire da novembre abbiamo cominciato ad avere un’impennata vera e propria di persone che si rivolgono a noi e i numeri cominciano a crescere in maniera esponenziale. Stando a dati abbastanza freschi, possiamo dire che come Acorn e unitamente alle altre realtà assieme alle quali siamo nel coordinamento “Fuori dal Nero” abbiamo provveduto a registrare più di 700 contratti di affitto di persone precedentemente in nero o irregolari solo considerando Roma, per non parlare delle persone che assistiamo anche al di fuori di Roma e del Lazio tramite Skype.

 

Il Governo Monti ha annunciato una rivalutazione degli estimi catastali, si è ancora in tempo?

Se c’è stato un momento migliore per informare un conoscente o un amico della possibilità di registrare il proprio affitto in nero è questo: fino al 31 dicembre, gli estimi catastali in corso di rivalutazione dal Governo Monti resteranno decisamente bassi, ed è il caso di registrare il proprio contratto per pagare un quinto di quel che si pagava prima in nero.

 

Antonella Brandonisio

 

http://www.europagiovani.com/index.php?module=loadRubriche&IdCategoria=25&IdRubriche=321&Pagina=1

il Domani d’Italia, 1/2012

Intervista con Wade Rathke, pagina 45:

http://www.ancitelit.it/IDI/gen2012.pdf

mediapolitika, 12/1/2012

di Pierfrancesco Demilito

Studenti fuorisede, migranti, lavoratori precari, giovani famiglie, sono loro le principali vittime di una delle piaghe che affigge l’Italia, ma in particolare la Capitale e il sud del paese. Ci riferiamo ai contratti di affitto in nero. Da un’analisi dell’ultima indagine sulla situazione abitativa degli italiani, effettuata dall’Istat, emerge che in Italia i contratti di locazione evasi completamente al fisco sono circa cinquecentomila, per un’evasione totale di 972 milioni di euro l’anno.

Con l’entrata in vigore dell’articolo 3 del decreto legislativo 23/2011, però, gli inquilini hanno un’arma in più. Giacché il 6 giugno scorso è scaduto il termine concesso ai proprietari di casa per usufruire della “cedolare secca”, la legge permette agli inquilini di registrare autonomamente il contratto di locazione. A quel punto il proprietario è costretto a stipulare un contratto 4+4 ad un prezzo inferiore del 90% al prezzo di mercato. Quindi, se prima pagavo un affitto di 1000 euro al mese in nero, denunciando la situazione pagherei un affitto di 100 euro al mese per otto anni. Per tutelare ed aiutare gli inquilini durante queste fasi è nato il coordinamento Fuori dal nero, al quale ha aderito anche l’associazione ACORN Italy.

“ACORN Italy – come ci spiega il presidente, David Tozzo – fa parte della più grande federazione mondiale di organizzazione di comunità, ACORN International, e si occupa di diritti civili, in particolare dei problemi di carattere abitativo. Per questo ha ritenuto naturale impegnarsi in questa campagna”. L’associazione è molto attiva, in particolare nella Capitale, anche perché “tra quei cinquecentomila contratti in nero, almeno novantamila sono a Roma”. Molti inquilini si sono avvicinati ad ACORN attraverso i social network e in particolare grazie a Facebook.

Molti proprietari di casa all’atto della stipula del contratto dichiarano una cifra nettamente inferiore rispetto a quella che effettivamente gli inquilini pagano ogni mese. L’articolo 3 del decreto legislativo 23/2011 tutela anche questi inquilini. Anche per loro è possibile registrare autonomamente la reale cifra del contratto e successivamente anche loro potranno accedere al contratto agevolato di tipo 4+4.

Tozzo ci annuncia con una certa soddisfazione che nei primi nove mesi in cui è entrato in vigore il decreto, più di mille inquilini hanno deciso di registrare autonomamente il loro contratto di locazione. E il presidente di ACORN lancia un appello rivolto in particolare agli studenti “che, anche se tra i mille denuncianti sono la categoria più numerosa, spesso tollerano contratti in nero, non considerando che la tassazione sui soldi che i loro genitori spendono per mantenerli in una città universitaria potrebbe essere reinvestita proprio nell’Università e contribuirebbe a migliorare i servizi e la qualità dell’istruzione nel nostro Paese”.

Tozzo ci spiega, inoltre, che “secondo le informazioni raccolte da ACORN, entro giugno potrebbe essere attiva la nuova valutazione degli estimi catastali. Questo potrebbe alzare un po’ i prezzi di mercato delle case e conseguentemente la cifra dell’affitto agevolato garantito dal decreto per gli otto anni successivi. Dunque il consiglio non è solo quello di recarsi a registrare il proprio contratto, ma anche di farlo in fretta, prima che la rivalutazione degli estimi entri in vigore”.

 

http://www.mediapolitika.com/?p=1250&fb_source=message

Nuovo Paese Sera, 26/12/2011

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Case

“Affitti in nero, padroni in bianco”
Uscire dall’illegalità conviene

Case Roma
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Fino al 31 dicembre 2011, gli estimi catastali in corso di rivalutazione dal Governo Monti resteranno decisamente bassi. I tempi di attuazione sono sorprendentemente brevi, nel giro di 48-72 ore si ottiene un contratto del tutto regolare arrivando a pagare anche solo un decimo del canone concordato in nero DI A. BRANDONISIO

CASE Prezzi alle stelle ma il mercato delle vendite tiene DI M. C.

Sarà sempre più difficile per gli oltre 90mila locatori romani continuare ad affittare i loro immobili a conduttori sconosciuti al fisco. La recente e ancora poco nota normativa in materia consente agli inquilini di registrare unilateralmente il proprio contratto, prescindendo dalla volontà del padrone di casa. Il merito è dell’articolo 3, commi 8 e 9 del decreto legislativo 23/2011 sulla Cedolare Secca che premia gli affittuari che emergono dall’illegalità, con un canone d’affitto pari al triplo della rendita catastale della loro casa diviso per 12 mesi, per un periodo pari a quattro anni rinnovabili per altri quattro.

Si tratta di una norma rivoluzionaria che può cambiare la vita a molti, a cominciare dai tantissimi studenti universitari e dagli emigrati che affollano la Capitale, costretti a pagare centinaia di euro anche per stanze anguste, mal messe e con impianti elettrici non a norma. Per l’applicazione della nuova normativa non è necessario intentare una lunga e costosa causa legale contro il proprietario-evasore, ma basta recarsi negli uffici dell’Agenzia delle Entrate e compiere pochi semplici passi. Anche i tempi di attuazione sono sorprendentemente brevi, nel giro di 48-72 ore si ottiene un contratto del tutto regolare agendo unilateralmente, arrivando a pagare anche solo un decimo del canone concordato in nero. Il proprietario infatti vedrà recapitarsi subito una raccomandata con la quale semplicemente gli viene notificata l’avvenuta registrazione del contratto ad opera dell’inquilino.

LA CONSULENZA – Coloro i quali si sentono poco a proprio agio con la burocrazia o temono di affrontare la situazione da soli possono rivolgersi a Acorn Italy, neonata organizzazione che ha scelto come prima attività nazionale  proprio la campagna “affitti in nero, padroni in bianco”. L’associazione offre consulenza a chi decide di uscire dal nero e su richiesta dell’interessato può agire come tramite fra inquilino e locatore per tutte le questioni burocratiche. I conduttori intimoriti per le possibili azioni vendicative degli intestatari dell’appartamento non hanno motivo di preoccuparsi.

LA SCADENZA DEL 31 DICEMBRE – “Il padrone di casa può fare ben poco, dato che si tratta di legge. Non è possibile fare una causa. In caso di minacce o altro, ad ogni modo, l’inquilino che si dovesse rivolgere a noi viene protetto da Acorn che si fa unico interlocutore nei confronti del padrone di casa” tiene a precisare David Tozzo, presidente di Acorn Italy. Nonostante la nuova normativa sia ancora poco conosciuta, negli ultimi 40 giorni si sono moltiplicate esponenzialmente le richieste di aiuto degli inquilini che hanno deciso di dire basta all’illegalità, spesso accompagnata da prevaricazioni e soprusi dei padroni di casa. Attenzione però a non rimandare troppo a lungo la decisione. Fino al 31 dicembre 2011, gli estimi catastali in corso di rivalutazione dal Governo Monti resteranno decisamente bassi.  È importante dunque non temporeggiare troppo a lungo, affinché l’indugio non comprometta una grande opportunità.

Antonella Brandonisio

Corriere della Sera, 19/12/2011

Allarme sfratti: scadenza il 31 dicembre,
l’Unione inquilini chiede nuova proroga

 

Manifestazione lunedì davanti alla Prefettura: un presidio con Action, Acorn e comitati di sfrattati. «Rinviare esecuzioni per chi guadagna meno di 27 mila euro l’anno»

 

Una manifestazione anti sfratti a Roma (Eidon)Una manifestazione anti sfratti a Roma (Eidon)

ROMA – Torna a preoccupare l’emergenza sfratti: nella sola Roma se ne eseguono ogni anno circa 2500 con forza pubblica, quasi 10 al giorno e tutti per morosità. Il dato arriva da un’analisi dell’Unione Inquilini (Ui) di Roma che lunedì 19 dicembre scende in piazza, davanti alla prefettura con un presidio organizzato per chiedere la proroga all’esecuzione degli sfratti a oggi fissata per il 31 dicembre prossimo. Al presidio partecipano inoltre Action, il Comitato Inquilini senza titolo enti previdenziali pubblici, il Comitato sfrattati centro storico, Acorn Italy e altri comitati e strutture aderenti alla campagna fuori dal nero (dei contratti illegali). Proroga questa che adesso riguarda famiglie con solo sfratto per finita locazione e un reddito inferiore a 27 mila euro lordi, con a carico un anziano ultra settantenne e un minore o portatore grave di handicap.
I comitati chiedono di bloccare gli ufficiali giudiziari. Per contro c’è chi contesta che la proroga servirebbe soltanto ad allungare il periodo di agonia per le famiglie in attesa di sfratto.

 

Una manifestazione della Unione inquilini (Fotogramma)Una manifestazione della Unione inquilini (Fotogramma)

CACCIATI PER MOROSITA’ – La richiesta di Ui è rivolta alle istituzioni affinché «prendano atto della grave situazione abitativa a Roma e nel Lazio con particolare attenzione alle famiglie con sfratto per morosità», spiega Walter De Cesaris, Segretario Nazionale Unione Inquilini: «Solo nel 2010, secondo i dati ufficiali forniti dal Viminale, vi sono state oltre 65 mila nuove sentenze di sfratto e di queste oltre 56 mila sono state per morosità. Con questo trend, si valutano in circa 200 mila gli sfratti per morosità nei prossimi tre anni».
I manifestanti chiedono politiche abitative strutturali adeguate e non quelle che sostengano solo l’emergenza continua «al solo scopo di costruire case che al 99% non sono neanche case popolari». «Le risposte di Comune e Regione sono ridicole», taglia corto De Cesaris.

150 CASE PER 35 MILA – Ogni anno, a fronte di circa 35 mila famiglie in graduatoria «si assegnano circa 150 case derivanti da alloggi liberi (ad esempio case popolari in cui è deceduto l’assegnatario o l’appartamento è stato sgomberato da occupanti abusivi), ma sono circa 1000 ogni anno gli alloggi che si liberano nelle oltre 80 mila case popolari (Ater e Comune) e quasi tutte vanno nel mercato nero».

 

Una manifestazione anti sfratti a Roma (Eidon)Una manifestazione anti sfratti a Roma (Eidon)

CANONI IN NERO – La campagna nazionale contro gli affitti in nero promossa da Ui in seguito all’entrata in vigore dell’art. 3 comma 8 e 9 del decreto legislativo 23 del 2011 rivela i dati sulle prime registrazioni dei canoni di affitto in nero: circa 450 persone tra studenti, lavoratori e immigrati. In base al decreto, gli inquilini che registrano regolarmente i contratti (anche di camere) presso l’Agenzia delle Entrate hanno diritto, dal momento della registrazione, all’applicazione di un contratto di 4+4 anni e di un canone annuo pari a tre volte la rendita catastale dell’unità immobiliare occupata.
Massimo Pasquini della Segreteria Ui elabora i primi risultati ottenuti dalla campagna: «La media di riduzione dell’affitto rispetto al canone a nero non è mai inferiore al 70% mentre il risparmio mensile a seguito di una regolare registrazione è pari a 700 euro». A fronte di questo gli inquilini che scelgono di trasformare un contratto a nero con uno regolare godono di un triplice vantaggio, quello di una stabilità abitativa per una durata di otto anni, un canone mensile basso e la sottrazione di risorse agli speculatori che affittano spesso a nero e senza garanzie». Gianluca Russo19 dicembre 2011 | 10:44© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_19/emergenza-sfratti-presidio-inquilini-1902584062266.shtml

l’Espresso, 16/12/2011

Affitto Nerom ti Denuncio

Affitto in nero, ti denuncio

di Roberta Carlini

Se siete inquilini con un contratto irregolare, potete autoridurvi il canone fino all’80 per cento. L’hanno già fatto in tanti. Ecco come

(16 dicembre 2011)

Come autoridursi l’affitto dell’80 per cento in una settimana. Non è una pubblicità per gonzi, né un rigurgito degli espropri anni Settanta, ma una piccola rivoluzione legale che, in giro per l’Italia, è già cominciata. Basta mettersi in coda all’Agenzia delle entrate, o fare un giro tra i sindacati degli inquilini, per trovare traccia del popolo della legge 23, battezzata col nome ostico di “cedolare secca”. Legge che, oltre a fare uno sconto fiscale ai padroni di casa onesti, quelli in regola col fisco, ha dato un grimaldello potente agli inquilini in nero. Che da giugno possono denunciare i proprietari, ottenere la riduzione del canone e un contratto stabile per otto anni. All’inizio, della novità si sono accorti in pochi, e qualcuno ha parlato di fallimento della legge. Ma adesso il passaparola sta girando: complice la crisi che morde, e i vari movimenti degli “occupy” che, oltre a Wall Street, hanno preso di mira anche il caro-casa e gli affitti in nero degli studenti.

La rivolta di Stella. “Deboli sì, ma non ignoranti”. Stella Liberato ha 33 anni, di mestiere fa la consulente aziendale, e da qualche mese respira. Invece dei soliti 850, adesso sborsa 250 euro al mese per la sua casa in affitto, nella semiperiferia romana. E non le sembra vero. Davanti a un’assemblea di studenti alla Sapienza, sotto lo striscione della campagna Fuori dal nero, racconta la sua storia. Simile a quella della maggior parte dei ragazzi che la ascoltano, studenti fuori sede a 3-400 euro per stanza. “Anche io da studentessa sono sempre stata al nero, ma adesso basta. C’è questa legge, usiamola. Non dobbiamo essere complici dell’evasione, né avere paura dei padroni di casa”. Stella parla delle nuove regole e dei trucchi per aggirarle; spiega che se paghi con un bonifico o un assegno o anche se hai un paio di testimoni del pagamento in nero il gioco è fatto. Racconta che non c’è niente da temere: “Il proprietario, nel mio caso, si è trovato di fronte al fatto compiuto, quando ha visto che gli è arrivato un bonifico più basso del solito. Si è arrabbiato, ma non poteva fare niente”. Ormai l’affitto è quello, e durerà per otto anni. Senza contare il pericolo concreto che il fisco poi bussi alla porta per recuperare tutta l’evasione passata. Mentre gli inquilini dal punto di vista legale sono in una botte di ferro: “Alcuni padroni di casa cercano di mandarti via con soldi; altri si infuriano, minacciano; altri ancora si rassegnano. Dovevano pensarci prima”, dice Stella. Ma se è così, perché non lo fanno tutti?

“Finora a Roma abbiamo aiutato 450 famiglie, che in media vengono a spendere 700 euro in meno al mese”. Walter De Cesaris, segretario dell’Unione inquilini, è contento come una Pasqua. “In un mese, l’insieme di queste famiglie risparmia 315 mila euro. In otto anni, risparmieranno più di 30 milioni”. E a chi obietta che 450 case sono una goccia nel mare degli affitti in nero a Roma, De Cesaris risponde: “Finora abbiamo avuto poco tempo, ma adesso il passaparola corre. Solo il nostro sindacato in tutt’Italia ha fatto registrare 2 mila contratti”. Il Sunia, sindacato inquilini della Cgil, parla di 5 mila regolarizzazioni totali e denuncia l’inerzia dei comuni e degli uffici fiscali. In effetti, non è che tutte le sedi dell’Agenzia delle entrate siano altrettanto chiare e solerti, quando gli inquilini si presentano allo sportello.

“Qui a Roma noi mandiamo gli inquilini all’Agenzia dell’Aurelio, sono i più corretti”, dice Fabrizio Ragucci, soldato di prima linea della battaglia degli affitti in nero. Nella sede romana dell’Unione inquilini, riceve e smista lunghe file di persone in cerca di informazioni, aiuto, protezione. Poche ore alla sua scrivania danno uno spaccato vivido della questione casa nella capitale, e dell’intreccio di piccole e grandi evasioni, complicità e conflitti che regge l’impalcatura enorme degli affitti in nero in Italia. Che secondo il Sunia sono almeno 1,5 milioni e che l’Agenzia del territorio non riesce a censire, ma classifica dentro la generica categoria “altri utilizzi” nelle sue tabelle, confusi dentro uno stock di 5 milioni di abitazioni del quale non si sa la destinazione.

Sportello aperto. Arrivano alcuni studenti di piazza Bologna, con un contratto semifalso in mano. Pagano 1.400 euro al mese in quattro, sul contratto c’è scritto 600. La differenza è versata in contanti, “vale come testimone l’amico, la sorella, il parente?”. Sguardi preoccupati. Tornano Alessio e Giovanna, la loro pratica è quasi chiusa: sono andati a vivere fuori Roma per cavarsela, ma pagavano comunque 450 euro al mese più il condominio. Adesso sono a 160 euro puliti, e il figlio che sta per nascere starà in quella casa almeno fino all’ottavo compleanno. Non hanno sensi di colpa, “il nostro padrone di casa ha 23 appartamenti”.

Invece Mario, anche lui abbastanza giovane e con un affitto in nero nell’hinterland di Roma, la denuncia non l’avrebbe neanche voluta fare: “Ma per una sola volta che ho tardato un pagamento perché avevo difficoltà, la padrona mi ha fatto scrivere dall’avvocato, intimandomi di andare via”. Quella lettera ingenua è diventata una fonte di prova schiacciante, e adesso Mario resta lì con affitto al minimo. “Vengono soprattutto giovani coppie, ma anche molti studenti”, racconta Fabrizio, “immigrati di meno, si sentono più ricattabili”. A Firenze, per esempio, ha fatto rumore la storia di Occresio Borges, venditore brasiliano che si è trovato messo fuori casa, con la serratura cambiata e tutte le sue cose sul pianerottolo. Ha chiamato i carabinieri e ha avuto ragione.

“Abbiamo il 56 per cento degli affitti in nero in città, e riguardano soprattutto immigrati e studenti”, dice Simone Porzio, del Sunia fiorentino, “per questo abbiamo fatto un patto d’azione con le reti degli universitari”. Per evitare le ritorsioni fisiche e le minacce, i sindacati danno consigli strategici: cambiare la serratura e le utenze prima di tutto, non parlarne con nessuno finché non si ha il contratto regolarizzato in mano. A quel punto, ai proprietari resta solo la strada di un’azione penale che però è spesso accidentata e pericolosa per loro.

Ma più che le minacce fisiche e legali, spesso a frenare le denunce è un impasto di quieto vivere, inconscia complicità, vecchie relazioni. Come nel caso di Michela e Silvia, due ragazze romane che da settimane meditano sul da farsi. Si dividono una casa al Pigneto, hanno due lavori precari e portano a casa sì e no 2 mila euro al mese. Quasi la metà se ne va in affitto. “E’ in nero. Però il padrone di casa è sempre stato gentile, interviene se qualcosa non va, fa le riparazioni. Non è uno molto ricco, ha questa casa in più che affitta… un po’ ci dispiacerebbe dargli questa botta”. E però: “Ci pensi, risparmiare 5-600 euro al mese? Soprattutto di questi tempi, con il lavoro che va e viene? Ci cambierebbe la vita”.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/affitto-in-nero-ti-denuncio/2168772

RomaToday, 16/11/2011

La campagna contro gli affitti in nero ha un solo nemico: la scarsa informazione

La campagna contro gli affitti in nero ha un solo nemico: la scarsa informazione

Una legge che può cambiare la vita a molti, uno “strumento anticrisi”. Eppure in pochi ne parlano. Per questo Acorn e l’Unione Inquilini lanciano un appello ad ogni singolo cittadino in nome di quella coscienza civica che tutti dovrebbero avere

di Francesca Divetta 15/11/2011

Aggiornamenti via mail

Cresce di giorno in giorno il numero di famiglie, anziani, studenti, immigrati, che si rivolgono ad Acorn Italy e all’Unione Inquilini per chiedere aiuto. Le cifre, però, sono ancora basse. La battaglia contro gli affitti in nero per ora ha un solo nemico: la scarsa informazione. La maggior parte delle persone, infatti, ancora non conosce questa legge, tanto meno i due commi che possono cambiare la vita a tanti inquilini che sognano un regolare contratto d’affitto, senza il quale puó diventare un incubo persino chiedere al padrone di casa di cambiare la lavatrice o il tubo del lavandino.

“Questa legge è una cosa straordinaria, non servono cause, nessuna azione legale”, spiega Massimo Pasquini, della segreteria nazionale di Unione Inquilini, nel corso dell’incontro pubblico organizzato ieri a Talenti, presso la sede del circolo Pd. “Il risultato è straordinario, perchè in questo modo riusciamo a far emergere un pezzo di società piuttosto rilevante e tra i piú vessati. Queste persone, una volta registrato il contratto, potranno tornare ad avere una vita, a decidere come spendere i soldi risparmiati tolti alla speculazione”. Uno strumento “anticrisi”, cosí Pasquini definisce la cedolare secca, e continua: “Ci occupiamo di 7-10 casi al giorno, e di questo passo potremo far abbassare il tetto degli affitti a Roma”.

La strada, però, è ancora lunga. Solo a Roma si contano ad oggi oltre 300mila appartamenti in affitto, di cui un terzo è a nero. E’ evidente quindi che gli affitti non registrati rappresentano uno degli “zoccoli duri” dell’evasione fiscale in Italia, e in particolare a Roma. La campagna promossa da Acorn e dall’Unione Inquilini al momento sembra essere sostenuta da quasi tutti i partiti a livello locale e in parte capitolino, dal Pd al Pdl, consapevoli della portata rivoluzionaria di questa legge. “Abbiamo in programma molti appuntamenti, fra cui il prossimo alla Sapienza per informare gli studenti. Attualmente stiamo facendo moltissime consulenze attraverso Skype”, ha spiegato David Tozzo, Presidente di Acorn.

Eppure, nonostante numerose siano le iniziative promosse per informare, di questa rivoluzione si parla poco. La gente non sa, oppure ha paura. Le Agenzie delle Entrate certo non sono di aiuto. E i media? La maggior parte non ne parla, o non ne parla a sufficienza. E’ per questo che Acorn Italy e l’Unione Inquilini hanno voluto lanciare un appello, invitando ogni singolo cittadino, in nome di quella coscienza civica che tutti dovrebbero avere, a farsi promotore, nel proprio piccolo, di questa campagna di informazione. Il tempo è denaro, è il caso di dire, nel vero senso dell’espressione. Lo dimostra la storia di Anna, che abitava in un appartamento di 45 metri quadri in zona Viale Regina Margherita pagando 875 euro al mese di affitto a nero. Anna non riusciva più a pagare l’affitto, causa gravi difficoltà economiche, avendo accumulato alcune mensilità. Poi è arrivato il contratto regolare, e la sua vita è cambiata, grazie anche all’importante indirizzo della giurisprudenza. Senza dubbio esistono ancora molte storie come quella di Anna, per le quali applicare questa legge il prima possibile potrebbe essere determinante, consentendo da subito a queste famiglie di sottrarre il proprio denaro alla speculazione.

Leggi tutto: http://montesacro.romatoday.it/talenti/affitti-nero-Unione-inquilini-Acorn-Italy-campagna-informazione.html
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Le Iene 2/11/2011 [national television on prime time]

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/257371/golia-affitti-in-nero.html

Roma2013, 18/10/2011 [Video Interview]

Acorn Italia. La campagna contro gli affitti in nero, Istruzioni per l’uso (guarda la video intervista a David Tozzo)

Acorn_Italia

Pubblichiamo l’intervista a David Tozzo, presidente dell’associazione no profit Acorn Italia. La prima campagna della neo-nata associazone italiana di Acorn, è rivolta contro gli affitti a nero. Nell’intervista David Tozzo spiega come e perché si può avere uin contratto regolarmente registrato, a fronte della volontà del padrone di casa di praticare l’affitto a nero. Il tutto in virtù di un decreto legge la cui finalità è far emergere quanto i proprietari di casa vogliono mantenere in nero: gli esosi affitti!

INTERVISTA A DAVID TOZZO, PRESIDENTE DI ACORN ITALIA

Roma2013, 16/10/2011

W la Rivoluzione lenta!

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Nella mattinata di ieri, mentre a Roma migliaia di giovani si preparavano alla manifestazione degli Indignati, me ne sono andato alla “Casa del Quartiere” del IV municipio ad intervistare David Tozzo, presidente dell’associazione Acorn Italia. Ho fatto ciò, convinto di dare il mio contributo a quella che molti chiamano “rivoluzione”. Dando visibilità ad un’associazione che da un mese circa fa servizio di sportello per divulgare attivamente una legge che dà la possibilità ai cittadini di far valere i propri diritti di inquilini a fronte di un contratto di affitto a nero (i particolari dell’inizitiva nell’intarvista che sarà pubblicata domani su Roma2013.org).

 

Acorn Italia con questa iniziativa sta dando il via ad una delle tante “nuove rivoluzioni”, le cui caratteristiche sono quelle di muoversi nella legalità, producendo effetti altamente incisivi sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Un fatto concreto, l’emersione degli affitti a nero, e trasversale rispetto agli schieramenti politici, perché interessa tutti coloro che sono strozzati dagli affitti a nero. Un fatto quindi non strumentalizzabile da alcuno, perché legale e condiviso da gran parte della comunità civile.

 

A ben guardare, soprattutto all’indomani della manifestazione di ieri a Roma, una sola è la rivoluzione possibile ed auspicabile in un Paese che è rimasto vecchio: la rivoluzione culturale. Come scrisse una nostra redattrice due anni fa (clicca qui), il nostro Paese ha bisogno di una “Rivoluzione lenta”. E qui cito quell’articolo, “Se i modelli rivoluzionari che hanno guidato le generazioni passate sono falliti è perchè in essi si assumeva la rivoluzione quale evento immediatamente tangibile. Un atto liberatorio ed idealizzato, quindi privo di maturazione ed esterno alle coscienze. O peggio ancora, un concetto sbandierato per coinvolgere le masse, usando il populismo a vantaggio degli interessi privati. La vera rivoluzione a cui bisognerebbe ambire è innanzitutto una rivoluzione culturale che passi attraverso una presa di coscienza, un’assunzione di responsabilità e che comporti tolleranza per la frustrazione”. Come a dire che le proteste di piazza soddisfano certo nell’immediato un bisogno di espressione del dissenso, avendo in sè l’elemento subdolo della catarsi. Ma poi, a livello pratico, nella società nulla o poco cambia.

 

Se poi, si prende coscienza che nel nostro Paese le manifestazioni di piazza sono da sempre state un mezzo attraverso cui dare un’immagine violenta delle rimostranze di protesta, anche quelle più giuste, con l’utilizzo di manifestanti violenti preparati all’occorrenza, si capisce bene come gli effetti sperati di cambiamento dello status-quo siano irrealizabili. Un’utopia. Una chimera. Come diceva qualcuno, “Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”.

 

Ho quindi scelto di dare il mio personale contributo alla “rivoluzione lenta”, preferendola a quella “rock” di piazza, intervistando David Tozzo di Acorn Italia, proprio perché quest’ultimo rappresenta, con l’attività che sta portando avanti insieme ai suoi, tra i tanti casi di impegno civile che già ci sono nel nostro Paese, un pezzo di quella nuova generazione che vuole realmente cambiare la faccia del nostro Paese. Lentamente, ma inesorabilmente. Senza happening di impatto visivo, ma con costanza. I ragazzi di Acorn Italia, ad esempio, fanno la loro rivoluzione non in piazza, ma seduti davanti ad un Pc, dialogando e dando supporto a chi soffre un disagio di ordine pratico.

 

Così come vogliono cambiare il nostro Paese i cittadini di Fidene e Villa Spada che hanno protestato contro i miasmi provenienti dal Centro Ama Salaria, non con manifestazioni di piazza, ma riunendosi in assemblea e richiamando alle proprie responsabilità le istituzioni. Proprio venerdì hanno raggiunto un importante risultato: l’Ama ha dichiarato, dopo mesi di totale disiniteresse da parte delle istituzioni, che l’impianto ha necessità di un milione di  euro di interventi. Di fatto ha ammesso che quel centro di produzione di ecoballe, che poi vengono bruciate per la produzione di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti), non è a norma. Altrimenti perché spendere un milione e passa di euro?

 

E quindi ci troviamo dinnanzi ad una dicotomia. La protesta contigente di piazza, con tutte le controindicazioni del caso (vedi i manifestanti violenti, l’uso strumentale delle masse da parte di uno o dell’altro Partito) da una parte, e l’impegno quotidiano, impassibile e costante e massimamnete rivoluzionario dalla’altra.

 

Come a dire, l’innondazione improvvisa e, in molti casi, distruttrice, a fronte di una sottile goccia cinese. La goccia cinese sarà capace nel tempo di scavare un solco nelle roccia, plasmandola in una nuova forma. L’innondazione, al contrario, sarà capace solo di fare danni, lasciando ben poco a futura memoria.

 

In tutta coscienza, tenuto conto dell’uso strumentale delle frange violente ed eterodirette durante le manifestazioni, composte per lo più di persone pacifiche, si può dire che l’impegno quotidiano e legale, ha maggiori effetti sulla cittadinanza.

 

In definitiva, lo scatto culturale deve essere quello per cui ognuno faccia il suo nel proprio ambito, non cercando ribalte, ed agendo secondo una sana etica civica. Questa è la rivoluzione che i poteri consolidati e vecchi del nostro Paese non si augurano. Questa è la “rivoluzione lenta” che li farà andare a casa. Al netto di ogni Partito o partitino che vuole cavalcare le rimostranza di piazza.

 

A futura memoria.

 

http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4034:w-la-rivoluzione-lenta&catid=49:editoriale&Itemid=64


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